ARTROSI, CONOSCIAMOLA INSIEME

Artrosi Nicola Giacintucci osteopata Milano

ARTROSI, CONOSCIAMOLA INSIEME

COS’È

L’artrosi è un’alterazione degenerativa di un’articolazione nel suo complesso, caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine articolare e dell’osso sottostante, che provoca dolore e un grado variabile di limitazione funzionale con un impatto negativo sulla qualità di vita.

L’artrosi, chiamata anche osteoartrosi o meno correttamente osteoartrite, è una malattia cronica caratterizzata da segni e sintomi articolari che insorgono di solito dopo i 40 anni nell’uomo e dopo i 55 anni nella donna. È una delle principali cause di dolore cronico e di disabilità, sono colpite una o alcune tra le seguenti articolazioni: le ginocchia, le anche, le piccole articolazioni delle mani, la colonna cervicale e lombare (particolarmente  nel  sesso  maschile). Questa condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, in Italia ne soffrono più di 4 milioni di persone, tende a peggiorare nel corso degli anni.

CAUSE

La cartilagine articolare è un tessuto elastico dotato di notevole resistenza alla pressione e alla trazione (è un connettivo specializzato con funzione di sostegno). Ha un colorito bianco perlaceo e riveste le estremità delle ossa articolari proteggendole dall’attrito. La sua funzione è simile a quella di un cuscinetto ammortizzatore che con la sua azione salvaguardia i normali rapporti articolari e permette il movimento.

Quando la cartilagine viene usurata, fino a scomparire, le ossa nel movimento articolare fanno frizione una sull’altra e vengono danneggiate. Questo provoca dolore, tumefazioni e rimodellamento delle ossa stesse e dei legamenti articolari. L’artrosi può essere classificata come idiopatica, cioè senza causa nota, o secondaria ad eventi traumatici, dall’usura per un sovraccarico, a malattie endocrino-metaboliche o a patologie reumatiche.

Si prevede un marcato aumento nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’incremento dell’obesità. 

SINTOMI

Il sintomo principale è il dolore; esso insorge dapprima solo durante il movimento  articolare, specialmente dopo una immobilità di parecchie ore, al risveglio mattutino o per  movimenti nel sonno. In fasi più tardive compare anche a riposo, ed è profondo e poco localizzato, favorito da un precedente abuso articolare o da cambiamenti meteorologici. La  rigidità  mattutina dura pochi minuti, circa mezz’ora.

La limitazione dei movimenti può comparire in fasi di riacutizzazione della malattia e negli stadi avanzati, ed è dovuta alla contrattura muscolare che si scatena come difesa dal dolore. Le articolazioni periferiche sono tumefatte ed hanno una consistenza dura (lignea). Può essere presente dolore alla palpazione dell’articolazione ed al suo movimento passivo, durante il quale può essere percepibile un crepitio, uno scroscio o uno  scatto articolare, per l’incongruenza dei capi articolari o per presenza di osteofiti liberi nella cavità articolare. Il versamento liquido  non è sempre presente e l’articolazione può essere calda, ma l’arrossamento e la tumefazione delle parti molli in continuazione con essa sono rari, salvo durante i periodi di riacutizzazione dell’infiammazione.

TRATTAMENTO

Non esiste una cura, ma una serie di trattamenti conservativi come la terapia manuale o farmacologica che possono alleviare il dolore, migliorare la funzionalità articolare e possono prevenire o posticipare un’eventuale operazione. A tal fine sono utili:

  • Attività motoria lieve: serve a mantenere l’escursione articolare, la lubrificazione, il trofismo muscolare e anche quello osseo (preventivo per l’osteoporosi).
  • Al bisogno, assunzione di antinfiammatori leggeri.
  • Assunzione di integratori per la cartilagine.
  • infiltrazioni di acido ialuronico.
  • Trattamenti osteopatici preventivi-conservativi: prevedono la mobilitazione dell’articolazione interessata al fine di mantenere lubrificata l’articolazione, lavoro posturale con lo scopo di bilanciare i carichi e sovraccaricare meno le articolazioni interessate e ridurre il dolore.