Trattare le Cefalee con l’osteopatia

cefalea osteopatia Nicola Giacintucci osteopata

Trattare le Cefalee con l’osteopatia

Possiamo affermare che il mal di testa, cefalea il suo nome tecnico, è probabilmente la sintomatologia più diffusa al mondo. La cefalea, definita come un dolore localizzato all’interno del capo o alla parte superiore del collo, si riesce a classificarla per impatto, caratteristiche e gravità. Causate dall’alterazione dei meccanismi e dei processi fisiologici che attivano e/o coinvolgono strutture sensibili allo stimolo del dolore, localizzate in alcune zone della testa e del collo, ancora oggi le cefalee mantengono un’eziologia sconosciuta che mette a dura prova i meccanismi di diagnosi e conseguentemente quelli terapeutici.

 

CEFALEE PRIMARIE

Il quadro più comune e semplice della cefalea primaria è quello rappresentato dalla cefalea tensiva.

  • dipende principalmente dalla contrazione involontaria e continua della muscolatura della nuca, della fronte, delle tempie, del collo e delle spalle, associata a condizioni di tensione. Si manifesta principalmente con episodi di durata variabile tra mezz’ora e la settimana.
  • può essere correlata allo stress, alla depressione, all’ansia o alla postura scorretta. Il disturbo è solitamente moderato, costruttivo e bilaterale, più comune nel sesso femminile.
  • non condiziona la vita quotidiana e il movimento sembra aiutare ad alleviare il disturbo.

 

C’è poi l’emicrania, pulsante e unilaterale costituisce il secondo tipo più comune di cefalea primaria. Può accompagnarsi a nausea e vomito, presenza di aurea (disturbi visivi e sensoriali). Colpisce prevalentemente le donne, ma può presentarsi anche in età infantile.

  • Il dolore è descritto come intenso e di natura pulsante. Questo tende ad esordire lentamente, monolateralmente, coinvolgendo il più delle volte la regione frontale sopra l’occhio e la tempia. L’emicrania può anche diffondersi ad entrambi i lati bilateralmente e di solito peggiora con il movimento limitando le attività della vita quotidiana.
  • Si manifesta con attacchi frequenti, ma si presentano con una frequenza molto variabile, da pochi episodi all’anno a 2-3 attacchi alla settimana. Un episodio può durare da quattro ore a tre giorni.
  • L’eziologia è ancora sconosciuta, la teoria principale afferma l’origine neurovascolare, ma l’emicrania può essere provocata da una serie di fattori scatenanti come: squilibri ormonali (emicrania mestruale), alimenti, cause ambientali, astinenza da caffeina, mancanza di sonno, fumo, alcol.

 

Infine, la cefalea a grappolo che rappresenta la forma di cefalea primaria meno comune, ma più grave.

  • Il dolore è intenso, di tipo trafittivo, lancinante e quasi sempre unilaterale. Colpisce maggiormente gli uomini, i fumatori e gli adulti di età superiore ai vent’anni.
  • episodi sono frequenti e ravvicinati e si presentano in precisi periodi del giorno e dell’anno. I sintomi principali oltre al dolore possono essere: lacrimazione, arrossamento congiuntivale, abbassamento della palpebra, rinorrea e congestione nasale. A differenza dell’emicrania, la cefalea a grappolo non si accompagna quasi mai a nausea o vomito.
  • Le possibili cause alla base del disturbo non sono ancora completamente chiare, ma si ritiene siano coinvolte alcune specifiche alterazioni ormonali e nervose. I maggiori fattori scatenanti sono:stress, alterazioni dei ritmi di sonno-veglia, fumo ed eccessivo consumo di bevande alcoliche.

Da non dimenticare inoltre le nevralgie craniche e facciali, che interessano i nervi cranici, come la nevralgia del trigemino.

 

ESAMI DIAGNOSTICI

Gli esami strumentali/di laboratorio,  come esami del sangue o rachicentesi, Tac o Risonanza magnetica, ed elettroencefalogramma sono di aiuto al medico, ma non sempre bastano per fare diagnosi e vengono utilizzate prettamente per le cefalee secondarie, come: traumi, neoplasie begnine o maligne, ictus, ed emorragie.

 

COME POSSO AIUTARTI

Come abbiamo, visto la maggior parte dei mal di testa deriva dalla tensione dei muscoli sottocipitali, trapezio, e altri della cervicale. Personalmente diventa importante quindi un trattamento miotensivo, che coinvolge la muscolatura cranica e cervicale ma anche un approccio più articolare, che applico sempre con successo, le manipolazioni vertebrali cervicali. La manipolazione vertebrale permette, oltre a un reset neuro-muscolare, anche una funzionalità del tratto cervicale migliore.

Credo inoltre fortemente in un approccio multidisciplinare, il quale oltre a una valutazione osteopatica, necessita di altri professionisti come il neurologo, l’otorino, l’odontoiatra, lo psicologo, il dietologo in modo da lavorare sulle rimanenti cause e sintomatologie, come le intolleranze alimentari, gli stress psico-fisici, gli scompensi ormonali e altro ancora.

 

 

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