Dolori da Smart Working

Nicola Giacintucci osteopata Milano

Dolori da Smart Working

SMART WORKING

Improvvisamente ci troviamo a cambiare abitudini e a caricare o sovraccarica in modo diverso schiena, spalle e polsi per un overdose di tecnologia. Il rischio è di scatenare disturbi nuovi o cronici.

Gli anglosassoni lo chiamano “text neck” o “tech neck”: è l’effetto dell’uso prolungato della tecnologia (tech), ad esempio a lavoro davanti al PC, o del tenere sempre lo smartphone in mano, magari per scrivere SMS o chattare (text), che possono provocare dolori e tensioni a carico di spalle e collo (neck) derivanti dalla postura scorretta e innaturale che assumiamo. Fatica, spasmi muscolari e addirittura cefalea da stress sono i rischi che derivano dall’abuso di tecnologia in questo periodo.

Ad aggiungersi al lavoro da casa c’è anche il maggior utilizzo dei social. L’Italia, conta quasi 60 milioni di abitanti, secondo alcuni studi sono 43 milioni gli utenti di internet, 34 milioni di persone attive sui social media, 49 milioni di utenti mobile, di cui 30 milioni attivi sui social media. L’uso compulsivo degli schermi portatili o degli smartphone, provoca rigidità a livello della nuca e dolore cervicale irradiato alle spalle e braccia in alcuni casi. Donne e giovani sono più a rischio. I giovani pare siano più colpiti, forse per l’utilizzo più intenso e prolungato rispetto alle altre generazioni, le donne a causa di una minore statura e di un minor tono muscolare rispetto agli uomini. Le donne hanno braccia più corte e spalle più strette, questo può portarle ad assumere più facilmente posizioni “estreme” durante l’uso della tecnologia.

Il rischio di un’eccessiva tecnologia è di avere una popolazione di gobbi. L’inclinazione della testa connessa all’utilizzo dei dispositivi tecnologici affatica i muscoli del collo in misura fino a cinque volte maggiore rispetto a quanto accade con una postura eretta. Ne consegue, sul lungo termine, il rischio di deformazione della curva naturale del collo, che si traduce in una schiena sempre più ricurva. Un pericolo a cui sono esposti soprattutto bambini e adolescenti, il cui apparato scheletrico-muscolare è ancora in fase di sviluppo.

SINTOMI

Collo piegato in avanti, sguardo fisso sullo schermo: è così che si spiana la strada al dolore, perché più ci si china più aumenta lo stress sulla colonna cervicale. Al punto che inclinandosi di 45 gradi in avanti è come se portassimo un carico di oltre venti chili sul collo, secondo le stime del New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine Center. Oltre la metà di chi usa abitualmente il PC/tablet ammette di soffrire di dolori a collo e spalle, nel 15% dei casi talmente intensi da compromettere perfino il sonno.

È chiaro che mantenere per troppo tempo il capo inclinato comporta un sovraccarico eccessivo per le strutture muscolo scheletriche del tratto cervicale, ma vediamo più nello specifico quali sono i rischi:

  1. Uno dei primi sintomi che si possono riscontrare è una tensione costante e progressiva della muscolatura posteriore del tratto cervicale e poi della zona dorsale;
  2. questa tensione, se persiste nel tempo, porta a delle contratture molto dolorose e a volte a vertigini;
  3. un’altra conseguenza può essere la verticalizzazione, o peggio ancora, l’inversione della curva fisiologica del tratto cervicale;
  4. questa inversione di curva comporta un “lavoro anomalo” delle faccette articolari con la conseguente progressiva degenerazione delle articolazioni, in altre parole si ha una veloce degenerazione artrosica;
  5. è molto comune poi che anche i dischi vertebrali degenerino velocemente, con protusioni ed ernie che creano una sintomatologia radicolare agli arti superiori;
  6. il mal di testa, è un altro sintomo molto frequente, dovuto sia all’infiammazione delle faccette articolari delle vertebre, sia alle contratture dei muscoli cervicali, in particolare quelli sub occipitali.

 

LA PREVENZIONE

Per ridurre i rischi si consiglia di rinforzare i muscoli di collo e spalle con opportuni esercizi. Serve poi usare supporti da tavolo per i PC o per evitare di lavorare con lo schermo del tablet in orizzontale, e magari procurarsi una tastiera così da assumere una posizione più corretta mentre scriviamo. Indispensabile poi stare seduti con un supporto lombare. 

Anche il tempo di utilizzo andrebbe monitorato. Una pausa di circa quindici minuti ogni due ore sarebbe opportuna per far riposare la colonna vertebrale. E se la prevenzione non ha funzionato, che fare in caso di sintomi? Si può sentire il proprio medico curante e ricorrere a farmaci miorilassanti e antinfiammatori, ma ovviamente sarebbe opportuno non abusarne ed astenersi dalle posizioni scorrette almeno durante il periodo di maggior sofferenza. Sicuramente  è utile andare a risolvere la causa principale del problema che causa dolore, l’osteopatia in questo può essere un grande aiuto per evitare la ricomparsa dei disturbi ed evitare che il problema diventi cronico.

si consiglia pertanto di:

  • diminuire il più possibile l’uso smoderato dei telefonini (ad esempio spegnerlo durante le ore di scuola e farne un uso parsimonioso durante le ore lavorative);
  • quando si usa lo smartphone, tenere la testa in posizione neutra, oltre che la schiena, nel caso in cui si sia seduti, e alzare le braccia all’altezza del viso, in modo tale che lo sguardo sia orizzontale;
  • in caso di utilizzo dei PC, evitare la flessione della testa, piuttosto è preferibile abbassare lo sguardo;
  • evitare di guardare la tv o, peggio ancora, di stare al telefonino sdraiati sul divano o sul letto con la testa flessa;
  • dormire con un cuscino adatto alla cervicale e alla posizione che si è soliti adottare durante il sonno (chiedere un consiglio al proprio medico o al proprio osteopata);
  • eseguire almeno 1-2 volte al giorno dei semplici esercizi di mobilizzazione e scarico della colonna cervicale.

 

Come rendere comoda la posizione davanti al PC fisso, invece? “Il monitor dev’essere all’altezza degli occhi, con lo sguardo orizzontale; la tastiera esterna dev’essere parallela al bordo del tavolo e a non meno di 20 cm da questo per poggiare gli avambracci sulla scrivania e rilassare le braccia. Il mouse, a sinistra o a destra, dev’essere tenuto molto vicino alla tastiera, senza che il polso sia costretto a piegarsi. Importante anche la sedia che deve assecondare le curve naturali della colonna vertebrale e tenere le gambe con le ginocchia ad angolo retto, senza che queste appoggino direttamente alla sedia.