Che cos’è la fibromialgia?

fibromialgia osteopata Nicola Giacintucci Milano

Che cos’è la fibromialgia?

FIBROMIALGIA

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è caratterizzata da dolore cronico diffuso. Di difficile diagnosi, comporta una convivenza forzata con dolore e stanchezza che induce depressione, influendo negativamente sulla qualità della vita delle persone che ne risultano affette.

Un dolore muscoloscheletrico diffuso che dura da almeno tre mesi è il sintomo che più la contraddistingue, ma non l’unico. È infatti accompagnato da numerosi altri disturbi fisici e psicologici

 

CHE COS’È ESATTAMENTE

Si tratta di una forma di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento che colpisce circa due milioni di italiani, di cui l’80% sono donne. Ha un picco di incidenza tra i 20 e i 50 anni ma può interessare anche i bambini piccoli.

La fibromialgia si manifesta con dolore muscolo scheletrico generalizzato, sebbene possa avere inizio in una sede localizzata, come rachide cervicale e spalle. Nonostante il dolore sia localizzato in corrispondenza dei tessuti molli (muscoli, legamenti e tendini), la fibromialgia non è un’infiammazione dei tessuti. Chi ne soffre presenta un’aumentata sensibilità agli stimoli, dovuta a un’alterazione delle modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale.

Non si nasce con la fibromialgia, la malattia si manifesta con il tempo.

 

QUALI SONO I SINTOMI?

Oltre al dolore diffuso, altri sintomi tipici sono la stanchezza, la scarsa resistenza alla fatica, la rigidità muscolare, la scarsa capacità di concentrazione e i disturbi del sonno. Ma ci possono essere anche cefalea, disturbi digestivi, gonfiore, dolore mestruale, sindrome dell’intestino irritabile, vescica dolorosa, disfunzioni della sfera sessuale, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, ansia e anche depressione.

Nel 1990 l’American College of Reumatology ha individuato 18 punti, detti Tender Points che rispondono con dolore circoscritto ad una digitopressione pari a circa 4kg. La valutazione dei Tender Points deve essere sempre abbinata ad un questionario che valuti in maniera più approfondita il dolore.

 

LA DIAGNOSI

La diagnosi si basa sui sintomi, in particolare sulla presenza di dolore diffuso, sopra e sotto la cintura, e sull’individuazione di tender points, evocabili alla pressione con le dita. Visto che alcuni dei sintomi della fibromialgia sono presenti anche in altre malattie reumatiche (polimialgia reumatica, miosite, polimiosite ecc.), occorre escluderle. Lo specialista di riferimento è in genere il reumatologo.

 

COME SI PUÒ RIMEDIARE?

La fibromialgia è caratterizzata dalla presenza di una moltitudine di sintomi. È dunque ampiamente condiviso come l’approccio più appropriato sia quello multidisciplinare, basato sulla presa in carico individuale e un percorso di cura personalizzato, finalizzato principalmente a ridurre o attenuare la gravità dei sintomi caratteristici.

Secondo le recentissime raccomandazioni (2017) dell’European League Against Rheumatism bisogna intraprendere un percorso graduale che comprende fasi ben definite, come:

  • educazione del paziente
  • trattamento non farmacologico
  • trattamento farmacologico

I trattamenti non farmacologici comprendono l’attività fisica aerobica regolare anche in acqua, un approccio cognitivo-comportamentale, un adeguato programma nutrizionale, la terapia iperbarica (non considerato un trattamento standard) e sedute di terapia manuale come può essere l’osteopatia, utile a ridurre la percezione di dolore e rigidità muscolare. 

Il trattamento farmacologico, invece, è raccomandato solo quando i segni/sintomi non sono migliorati dalle strategie non farmacologiche.

 

 

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