Il trattamento delle cicatrici

Trattamento delle cicatrici

Il trattamento delle cicatrici

COS’È UNA CICATRICE E COME SI FORMA?

Per cicatrice s’intende un processo di guarigione che interessa gli strati cutanei e sottocutanei in seguito a lesioni di vario tipo: abrasioni, tagli, ustioni o interventi chirurgici. Quando viene lesionata la cute o i tessuti profondi si innescano diversi  meccanismi di riparazione cha vanno ad unire e a colmare eventuali “spazi vuoti” con un tessuto fibroso. Il tessuto cicatriziale però non è mai identico al tessuto lesionato. Esso è sempre di qualità inferiore, soprattutto nelle grandi ferite traumatiche e in quelle chirurgiche dove c’è la perdita di elasticità e la formazione di aderenze cicatriziali. Per questo le cicatrici vecchie o recenti vanno sempre trattate.trattamento delle cicatrici

Il processo di cicatrizzazione si sviluppa in 4 fasi:

  1. nella prima fase avviene l’emostasi, l’arresto dell’emorragia attraverso fenomeni di attivazione e aggregazione piastrinica;
  2. la seconda fase è quella  infiammatoria, vengono circoscritti ed eliminati eventuali agenti patogeni presenti nella ferita (durata 3-4 giorni);
  3. la terza fase è quella riparativa, il coagulo temporaneo formatosi durante la fase dell’emostasi viene sostituito con il tessuto fibroso più resistente;
  4. nella quarta fase, la ferita inizialmente rossa e gonfia viene ricoperta da una cicatrice fibrosa, chiara e robusta.

 

Per comprendere meglio cosa provoca un’aderenza cicatriziale provo a fare un esempio banale per rendere più semplice la comprensione di quanto detto. Immagina di avere una risma di fogli liberi di scivolare l’uno sull’altro e di inciderli tutti con una lama nello stesso punto. Ora invece di ripararli uno per uno con del nastro adesivo, getti della colla nella fessura che hai creato. I fogli (che rappresentano i nostri tessuti) sono stati riparati, ma in questo modo il movimento di uno vincola anche tutti gli altri andando quindi a limitare la mobilità e la funzionalità dei nostri tessuti. Questo è quello che accade con un’aderenza cicatriziale.

Le cicatrici sono principalmente l’esito di interventi chirurgici e di traumi, di seguito i più comuni:

  • Ustioni
  • Abrasioni
  • Ferite profonde che necessitano di punti di sutura
  • Protesi ortopedica (protesi d’anca, protesi ginocchio, protesi di spalla, ecc)
  • Interventi chirurgici per fratture
  • Interventi neurochirurgici (stabilizzazioni vertebrali, interventi per ernie discali ecc)
  • Mastectomia
  • Appendicectomia
  • Taglio cesareo
  • Artroscopia
  • Interventi di chirurgia estetica (mastoplastica, addominoplastica ecc.)
  • E molti altri interventi di vario genere

 

QUALI SONO LE CICATRICI PIÙ COMUNI?

Le cicatrici più comuni sono di 3 tipi:

La cicatrice ipertrofica si forma in seguito a un processo di guarigione meccanicamente stressato e in caso di ferite in prossimità di articolazioni. Si manifesta come un’alterazione rossa, dura e in rilievo che normalmente non oltrepassa i limiti della cicatrice iniziale. Di solito compare dopo circa 1-2 mesi dalla guarigione completa ed è associata a dolore e prurito di diversa intensità.

La cicatrice atrofica è frequente in soggetti anemici, astenici e in altre condizioni patologiche (acne, varicella ecc.), presenta un tessuto cicatriziale insufficiente che, in certi casi, può causare la riapertura di ferite apparentemente rimarginate. Si presenta leggermente avvallata a causa di una mancanza di collagene. In questo caso, il tessuto cicatriziale copre la ferita ma non viene prodotto tessuto a sufficienza a riempire completamente l’area danneggiata.

Il cheloide si forma quando è presente un’iperstimolazione e il tessuto di riempimento deborda dalla cicatrice. In alcuni individui l’iperproliferazione dei fibroblasti, accompagnata da un’eccessiva produzione di matrice extracellulare, può dar luogo alla formazione di cicatrici anomale dall’aspetto lucente, roseo, a volte dure al tatto e anche molto in rilievo che possono prudere e provocare dolore spontaneamente.

QUALI PROBLEMI POSSONO CAUSARE?

Le cicatrici possono causare problemi a livello psico/emozionale perchè testimoniano un vissuto del trauma e del post operatorio, a livello meccanico in quanto generano una ipomobilità (ridotta mobilità) dei distretti vicini quando si è in presenza di aderenze, e possono incidere a livello posturale. Una cicatrice che ha formato delle aderenze con il tessuto sottostante crea delle tensioni anomale a livello cutaneo, muscolare e articolare. Queste tensioni vengono percepite dal sistema nervoso centrale il quale a sua volta mette in moto dei meccanismi compensativi per sfuggire dal dolore. Si instaurano così  posture scorrette, di compenso, per evitare di sentire dolore, in risposta ad un continuo stato di tensione del distretto interessato. Una postura scorretta a sua volta andrà a creare un sovraccarico muscolare ed articolare, causando così dolori e limitazioni in altre parti del corpo.

 

cicatrice taglio cesareo

 

Tra i SINTOMI più frequenti che le cicatrici possono generare ci sono:

  • Blocchi o limitazioni funzionali
  • Dolori articolari
  • Ipersensibilità o iposensibilità
  • Dolori tipo “fitta” e/o bruciore
  • Dolori addomino-viscerali
  • Disfunzioni viscerali: vescica, utero, intestino, stomaco ecc.
  • Disfunzioni neurovegetative: sudorazione, ansia, paura ecc.

 

La cicatrice viene associata maggiormente ad un problema estetico, dimenticando il dolore e le conseguenze che essa può avere sulla mobilità dei tessuti e sulla postura del paziente. Ed è proprio su queste ultime che l’osteopata può essere molto efficace. Il trattamento osteopatico è infatti in grado di ridurre le tensioni meccaniche che posso interferire sul processo di riparazione, garantendo la mobilità dei tessuti e delle articolazioni, evitando complicazioni e sindromi dolorose.

 

 

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