Meglio usare il caldo o il freddo?

meglio caldo o freddo Nicola Giacintucci osteopata

Meglio usare il caldo o il freddo?

Questa domanda mi viene posta spesso dai miei pazienti, ma rispondere non è semplice.
Infatti non esiste una regola univoca. Dipende. Ci sono condizioni in cui è meglio applicare il caldo e altre in cui è consigliato il freddo.
Usando termini più specifici, stiamo parlando di termoterapia e crioterapia. Cioè di un intervento rispettivamente per aumentare la temperatura locale, nel primo caso, e per diminuirla, nel secondo.
Il principio fisico che sta a monte di queste applicazioni è molto semplice. Il caldo ha una proprietà vasodilatatrice, cioè permette un aumento del diametro dei vasi sanguigni: aumenta l’afflusso di sangue localmente, favorendo così l’arrivo di nutrienti e ossigeno fondamentali per il processo di “riparazione tissutale”. Il freddo ha una proprietà vasocostrittrice, cioè induce una diminuzione del diametro dei vasi sanguigni: diminuisce la quantità di sangue, e liquidi in generale, a livello locale, combattendone gli accumuli eccessivi (gonfiori), e in generale cerca di contrastare il processo infiammatorio presente.
Risulta utile fare qualche esempio pratico, di quelli che possono capitare a noi o a chi ci sta a cuore in qualunque momento.
Per contratture muscolari, tensioni locali legate a posture scorrette o da sforzo, crampi, o anche per la mal di testa di origine muscolare, è consigliato il caldo. In queste condizioni è necessario rimariamente riportare i tessuti ad uno stato di fisiologico equilibrio. Il caldo favorisce l’aumento del micro circolo locale, incrementando quindi l’arrivo di sostanze nutrienti e lo smaltimento di sostanze di scarto.
In caso di trauma diretto, di distorsione (“una storta”) o contusione è indicato il freddo. In questi casi il primo obbiettivo è combattere l’infiammazione scatenata e contrastare il versamento di liquidi a livello locale. Probabilmente il nostro istinto ci suggerisce già a utilizzare il freddo, applicando del ghiaccio, per via di una certa sensazione di calore e bruciore locale.
C’è sempre in gioco un fattore molto importante, tutt’altro che standardizzabile: l’uomo.
Infatti l’alta complessità del nostro corpo e la sua forte reattività ai fattori ambientali rende d’obbligo personalizzare la scelta terapeutica.
Ad esempio, in problematiche della colonna, come il mal di schiena, non possiamo dare un’indicazione univoca: è meglio il caldo o il freddo? Dipende. Risulta fondamentale compiere un approfondimento sulle cause dei sintomi presentati.
Inoltre, è importante continuare a monitorare la situazione, che al proprio evolvere deve eventualmente prevedere una variazione terapeutica. Ad esempio, su una botta bisogna applicare celermente il freddo, per contenere gli effetti del trauma, ridurre l’afflusso locale di liquidi e diminuire il dolore. Ma col passare del tempo, e la comparsa di un livido, è necessario cambiare terapia, e applicare il caldo.

Come qualsiasi condizione medica, cerca una valutazione professionale se la tua condizione non migliora o peggiora nel tempo.