Postura e prevenzione

immagine postura scorretta

Postura e prevenzione

Mal di schiena: tre semplici parole ma che nascondono una moltitudine di disturbi, patologie e relative diagnosi. All’interno di questo mare magnum cosi eterogeneo è utile sapere alcune cose:

 

Quali disturbi si possono nascondere dietro il mal di schiena?

Dietro al mal di schiena possono nascondere affezioni muscolo-scheletriche (dalla semplice contrattura muscolare all’artrosi, dalle protusioni o ernie discali alle fratture vertebrali) la cui causa è da rintracciarsi in alterazioni biomeccaniche-posturali.

Inoltre questi disturbi possono derivare da patologie ortopediche, reumatologiche, fino ai dolori riferiti e/o relazionati ad altri sistemi come quello viscerale. Stilare un elenco completo è impossibile, ma la cosa importante per un osteopata, come per qualsiasi professionista sanitario, è la diagnosi osteopatica in questo caso, in modo da poter essere in grado di approcciare il problema del paziente con la metodologia e le tecniche più adeguate o, eventualmente indirizzarlo al professionista sanitario di competenza.

 

Quali sono le cattive posture che provocano fastidi alla schiena?

Sono le posizioni o le posture assunte che costringono il corpo, che sia la colonna vertebrale o gli arti o entrambi, in una posizione non fisiologica ed ergonomica. Spesso tali posizioni sono compensi e adattamenti che assumiamo in relazione alla forza di gravità e alle attività occupazionali che svolgiamo. L’uomo tende ad assecondarle fino a irrigidirsi, cioè a cronicizzarsi in esse. Le tipiche posizioni che assumiamo sono davanti al computer seduti alla scrivania, molte ore seduti in macchina, lavori stressanti per il corpo e molti altri andrebbero elencati. Meriterebbe anche un capitolo a sé le cervicalgia da smartphone sempre più comune.

 

Come interviene l’osteopatia per trattare tali problemi?

L’osteopatia interviene al fine di migliorare o eliminare le alterazioni della funzione (disfunzioni) e desensibilizzando il sistema, cioè riducendo le informazioni neurologiche che riguardano il dolore relazionato alle prime citate disfunzioni, facendo una sorta di reset. In tal modo migliorando cioè lo schema di funzionamento neuro-muscolo-scheletrico, l’approccio manipolativo può certamente essere utile anche nella prevenzione e nello scongiurare le recidive. A questo proposito ricoprono un ruolo importate i trattamenti a lunga distanza, volti a prevenire le classiche ricadute.

 

Quanti trattamenti ci vogliono per avere beneficio?

Il beneficio del trattamento osteopatico può anche essere immediato, ma chiaramente la risoluzione del problema dipende da molti fattori: dalla diagnosi innanzitutto e poi, banalmente, dalla fase in cui si trova il paziente, acuta o cronica, età, patologie in atto, storia clinica precedente e dalla collaborazione del paziente. Quest’ultima molto importante, perché un paziente collaborante nel mantenimento di posture e movimenti corretti nel suo quotidiano, permette di velocizzare i tempi di recupero. In ogni caso il numero di sedute varia, personalmente  in media dalle tre alle cinque per poter avere un risultato soddisfacente.